Il reflusso gastroesofageo nel neonato è un disturbo molto frequente nei primi mesi di vita. La causa principale è l’immaturità del cardias, una valvola posta tra esofago e stomaco.
Quando il cardias non è ancora in grado di funzionare correttamente, può verificarsi la risalita del latte verso l’esofago, provocando disagio nel piccolo.
Reflusso o rigurgito? Le differenze da conoscere
È importante distinguere tra rigurgito e reflusso gastroesofageo, poiché non sono la stessa cosa.
Il rigurgito
-
È fisiologico e frequente nei lattanti
-
Si verifica subito dopo la poppata o durante il ruttino
-
Il latte appare inalterato, come assunto dal bambino
-
Non è accompagnato da sintomi di dolore o disagio
Il reflusso gastroesofageo
-
Il latte ha aspetto cagliato e odore acido
-
Può fuoriuscire in quantità abbondante, anche a distanza dalla poppata
-
Talvolta non si manifesta con fuoriuscita di latte (reflusso silente)
-
È spesso associato a dolore e fastidio
Nel caso del reflusso silente, i succhi gastrici risalgono senza espulsione visibile, ma causano comunque infiammazione dell’esofago e sintomi importanti.
Come riconoscere il reflusso gastroesofageo nel neonato
Alcuni segnali tipici possono aiutare i genitori a sospettare la presenza di reflusso:
- Boccate di latte abbondanti, con odore acre
- Difficoltà nell’alimentazione
- Problemi di sonno e agitazione
- Pianto frequente, lamenti e inarcamento della schiena in posizione supina
- Respiro affannoso
- Raffreddori ricorrenti
- Tosse, soprattutto notturna
È fondamentale affidarsi al pediatra per una diagnosi accurata, che potrà includere una terapia farmacologica se necessaria. In affiancamento, è possibile intraprendere un percorso di supporto con un fisioterapista specializzato.
Il ruolo della fisioterapia nel reflusso gastroesofageo del neonato
Dopo la valutazione medica, il trattamento manuale fisioterapico rappresenta un’opzione efficace e non invasiva per alleviare i sintomi del reflusso.
In cosa consiste il trattamento manuale?
Il fisioterapista agisce su tre aree principali:
-
Base del cranio (osso occipitale)
-
Mira a ridurre le tensioni sul nervo vago, fondamentale per l’innervazione dello stomaco
-
Una compressione subita durante il parto può compromettere il corretto funzionamento del nervo
-
-
Regione toracica alta
-
Collegata anatomicamente all’esofago
-
Il rilascio di tensioni migliora la funzionalità digestiva
-
-
Area addominale
-
Lavoro sullo stomaco e sul diaframma
-
Favorisce la digestione e il corretto posizionamento degli organi
-
Il trattamento è sempre dolce, indolore e adattato alla fragilità del neonato.
Abitudini quotidiane e postura del neonato
Oltre al trattamento, la postura quotidiana del bambino gioca un ruolo chiave. Piccoli accorgimenti, come evitare di metterlo subito in posizione supina dopo la poppata o favorire il contatto pelle a pelle, possono contribuire a migliorare i sintomi.
Una buona sinergia tra trattamento fisioterapico e cura posturale può migliorare significativamente la qualità della vita del neonato e della famiglia.
Parla con uno specialista
Se sospetti che tuo figlio soffra di reflusso gastroesofageo, non aspettare. Un fisioterapista specializzato può valutare la situazione e proporti un percorso su misura, delicato e risolutivo.
📞 Contattaci per una prima valutazione, oppure scrivici per ricevere maggiori informazioni
Il benessere del tuo bambino può iniziare anche da un piccolo gesto.
Contattaci subito!
Tuo figlio deve fare un percorso di fisioterapia pediatrica?
Pensi abbia un problema e non sai da dove partire?
Fissa subito la VALUTAZIONE FISIOBIMBO!
