PLAGIOCEFALIA FISIOTERAPIA ROMA
Cos’è la plagiocefalia posizionale?
La plagiocefalia posizionale è una deformazione cranica che si manifesta nei primi mesi di vita del neonato. Il termine deriva dal greco plagios (obliquo) e kephale (testa) e si riferisce a una asimmetria del cranio, spesso visibile come un appiattimento occipitale laterale.
Si distingue dalla plagiocefalia sinostosica, molto più rara, che è causata dalla fusione prematura di una o più suture craniche e che necessita di un iter diagnostico e terapeutico completamente diverso.
Perché si sviluppa la Plagiocefalia?
La plagiocefalia posizionale è quasi sempre legata a fattori meccanici esterni che agiscono sulla testa del neonato, particolarmente modellabile nei primi mesi di vita. I fattori predisponenti sono molteplici:
Posizione supina prolungata, raccomandata giustamente per prevenire la SIDS (morte in culla), ma che può favorire l’appiattimento se non si bilancia con un’adeguata stimolazione posturale (Hutchison et al., 2004).
Utilizzo prolungato di dispositivi come ovetto e draietta
Torcicollo miogeno congenito, che limita la rotazione del capo e favorisce appoggi sempre sullo stesso lato (van Vlimmeren et al., 2008).
Gravidanze gemellari, scoliosi, prematurità e uso di strumenti ostetrici (ventose, forcipi), che aumentano il rischio per compressioni in utero o nel canale del parto (Boere-Boonekamp & van der Linden-Kuiper, 2001), scoliosi materne, travaglio lungo e parto complicato
Limitato tempo in posizione prona da svegli (tummy time), cruciale per lo sviluppo motorio precoce.
La Plagiocefalia è solo una questione estetica?
No. Anche se la plagiocefalia posizionale non compromette direttamente lo sviluppo cognitivo, studi scientifici suggeriscono che forme moderate o severe possono essere associate a lievi ritardi nello sviluppo motorio e posturale (Collett et al., 2011; Panchal et al., 2001). L’asimmetria può inoltre influenzare:
- L’allineamento mandibolare e la simmetria facciale.
- L’equilibrio visivo e vestibolare (Weiss et al., 2017).
- Il comfort nei movimenti del capo e del collo, contribuendo a una postura compensatoria.
- La preferenza di un lato dove girarsi e un lato con il quale manipolano maggiormente che corrisponde sempre al lato preferenziale
Come si diagnostica la Plagiocefalia posizionale?
Il momento più efficace per intervenire è tra le 4 e le 6 settimane di vita, quando la plasticità cranica è massima. Dopo i 6 mesi, la risposta al trattamento conservativo diminuisce progressivamente.
Qual è il trattamento più efficace per la Plagiocefalia?
L’approccio più efficace è multidisciplinare e include:
1- Educazione posturale e prevenzione precoce
- Favorire il tummy time già dalle prime settimane.
- Alternare i lati di appoggio durante l’allattamento e il sonno (seguendo le linee guida per la sicurezza durante il sonno).
- Stimolare il neonato con giochi e interazioni che favoriscano la rotazione attiva del capo.
2- Fisioterapia pediatrica
La fisioterapia agisce e si focalizza su:
- Mobilizzazione dolce e allungamento in caso di torcicollo miogeno.
- Tecniche manuali per il rilasciando tensioni miofasciali e compressioni craniali (soprattutto a livello occipito-mastoideo e temporale).
- Migliora la mobilità globale e il comfort del bambino
- Rieducazione posturale e motoria personalizzata.
Evidenze: Uno studio controllato randomizzato (van Vlimmeren et al., 2008) ha dimostrato che un programma di fisioterapia precoce è efficace nel ridurre la gravità della plagiocefalia già nei primi 3 mesi di trattamento.
Evidenze: Studi pilota e trial clinici hanno suggerito una riduzione significativa dell’asimmetria in bambini trattati con tecniche manuali rispetto al gruppo di controllo (Glenton & Deane, 2017).
3- Casco ortesico (helmet therapy)
Indicato nei casi severi non responsivi al trattamento conservativo, idealmente tra i 5 e i 10 mesi. Il casco non “stringe”, ma guida la crescita cranica in modo simmetrico. Lo svantaggio del casco è sicuramente il costo elevato da affrontare in primis per la fabbricazione, nei successivi controlli e modifiche e la poca disponibilità di laboratori che lo realizzano.
Va prescritto solo dopo una valutazione specialistica multidisciplinare. Secondo la American Academy of Pediatrics, l’uso del casco va riservato a forme che non migliorano dopo almeno 2 mesi di trattamento conservativo ben condotto (AAP, 2016).
Cosa possono fare i genitori
- Osservare e intervenire precocemente. Anche un lieve appiattimento può progredire se trascurato.
- Affidarsi a professionisti con esperienza pediatrica qualificata
- Non sottovalutare l’aspetto funzionale. Una testa “un po’ piatta” oggi può significare una postura disfunzionale domani.
Conclusioni
La plagiocefalia posizionale è una condizione sempre più frequente, ma anche altamente prevenibile e trattabile. L’efficacia dell’intervento precoce è documentata, e un approccio integrato tra fisioterapia e guida genitoriale può fare la differenza nel ridurre l’asimmetria, migliorare la funzione e prevenire possibili compensi posturali.
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Riferimenti principali
- Hutchison BL, et al. “Plagiocephaly and brachycephaly in the first two years of life: a prospective cohort study.” Pediatrics, 2004.
- Van Vlimmeren LA, et al. “Effect of pediatric physical therapy on deformational plagiocephaly in children with positional preference.” Arch Pediatr Adolesc Med, 2008.
- Collett BR, et al. “Developmental outcomes in children with deformational plagiocephaly.” Pediatrics, 2011.
- Boere-Boonekamp MM, et al. “Positional preference: prevalence in infants and follow-up after two years.” Pediatrics, 2001.
- Glenton C, Deane S. “Cranial osteopathy for infants with plagiocephaly: a pilot randomized controlled trial.” Int J Osteopath Med, 2017.
- American Academy of Pediatrics. “Prevention and Management of Positional Skull Deformities in Infants.” Pediatrics, 2016.
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