Introduzione

L’allattamento materno rappresenta un momento di grande importanza per la salute fisica ed emotiva del neonato e della madre. Tuttavia, sin dai primi momenti dopo la nascita, possono emergere difficoltà che ostacolano l’avvio di un allattamento efficace e sereno.

Comprendere i fattori che interferiscono con il legame nutrizionale è essenziale per offrire il giusto supporto e prevenire complicazioni sia sul piano nutrizionale sia su quello psicologico di mamma e bambino. In questo articolo, rivolto a un pubblico di non esperti, analizzeremo le principali categorie di cause — dall’approccio ostetrico alle pratiche farmacologiche, dall’ambiente post-natale fino alle problematiche fisiche del neonato — per fornire informazioni chiare e utili alle mamme ma anche ai papà che desiderano  favorire un percorso di allattamento positivo.

Cesareo programmato

Il cesareo programmato è ormai un intervento di routine in molti contesti sanitari, tuttavia può influire negativamente su un buon inizio dell’ allattamento. Nelle gravidanze concluse chirurgicamente dato che le contrazioni spontanee non compaiono, la cascata ormonale che favorisce la produzione di latte viene temporaneamente alterata:

  • Assenza di stimoli ossitocinergici naturali: la ritenzione del feto e la stimolazione della cervice uterina producono normalmente ossitocina endogena, fondamentale per il riflesso di emissione del latte. Con il taglio cesareo, l’organismo non registra lo stesso picco ormonale.
  • Dolore post-operatorio e immobilità: il dolore addominale e il riposo forzato rendono più complesso il posizionamento del neonato al seno e possono spingere la madre a evitare la postura seduta o sdraiata necessaria per l’attacco corretto.
  • Ritardo nel contatto pelle a pelle immediato: spesso il neonato viene trattenuto in sala operatoria o trasferito in area di sorveglianza, riducendo le prime fasi di stimolazione dei recettori sensoriali della madre e del bambino.

È quindi fondamentale, quando possibile, pianificare protocolli di “skin-to-skin” immediato e coinvolgere il personale infermieristico per favorire le prime poppate, anche in regime di cesareo programmato.

Parto indotto

Il ricorso al parto indotto mediante ossitocina sintetica o prostaglandine è un’altra procedura comune che può complicare l’avvio dell’allattamento materno. In questo caso:

  • Risposta ormonale meno adattativa: gli ormoni artificiali non replicano fedelmente i picchi endogeni che preparano ghiandole mammarie e recettori cerebrali al ruolo nutritivo e affettivo.
  • Allungamento della fase di latenza: parti prolungati o dal travaglio indotto possono esaurire le energie materne, riducendo la prontezza nel favorire le posizioni corrette per l’allattamento.
  • Impatto sul neonato: un travaglio più lungo e farmacologicamente stimolato può provocare maggiore irritabilità nel neonato, rendendo più difficile il primo attacco al seno.

Per questi motivi, in caso di induzione, è consigliato monitorare attentamente l’evoluzione del travaglio e programmare sostegni mirati alle prime poppate, con l’ausilio di consulenti in allattamento.

Interventi farmacologici: ossitocina sintetica e antibiotici

L’utilizzo di farmaci durante il parto è spesso necessario per garantire la sicurezza di madre e neonato, ma alcune sostanze possono ostacolare l’efficacia dell’allattamento.

Gli antibiotici somministrati alla madre in fase di travaglio si associano infatti a un aumento del rischio di mastite, con infiammazione mammaria che compromette sia il comfort dell’allattamento sia la produzione di latte. Gli antibiotici possono alterare la flora batterica cutanea, rendendo più frequenti le colonizzazioni patogene nei dotti galattofori, e indebolire le difese locali.

L’ossitocina sintetica e il suo impatto sull’allattamento

L’ossitocina sintetica è utilizzata per indurre o potenziare le contrazioni uterine, ma può contribuire a:

  1. Soppressione della produzione endogena: il farmaco non attraversa la barriera emato-encefalica con la stessa efficacia dell’ossitocina naturale, quindi non attiva i centri cerebrali deputati al bonding e al riflesso di emissione del latte.
  2. Riduzione del riflesso di Suzione-Emissione: il ritardo nella formazione di un picco di ossitocina fisiologico rallenta la fuoriuscita del latte, rendendo le prime poppate più “povere” e meno gratificanti per il neonato.

Possibile alterazione del comportamento del neonato: i neonati nati in assenza di un travaglio spontaneo possono mostrare un attacco al seno meno efficace, con sue ricadute sul dimorfismo della suzione e sulla regolazione del peso corporeo nei primi giorni.

Separazione madre-neonato

Il contatto precoce tra madre e neonato è un pilastro dell’allattamento di successo. La separazione nei momenti immediatamente successivi al parto — dovuta a necessità cliniche, trasferimenti in terapia intensiva neonatale o prassi ospedaliere obsolete — ha conseguenze dirette su:

  • Stress neonatale: l’allontanamento dalla madre provoca un aumento dei livelli di cortisolo nel neonato e un calo della glicemia, con episodi ipoglicemici che interferiscono con l’energia necessaria alla ricerca del seno materno.
  • Disturbo del bonding: la mancata attivazione dei recettori tattili e olfattivi nella madre ritarda il rilascio delle endorfine e dell’ossitocina, fondamentali per la sintesi del latte e il legame affettivo.
  • Ritardo nella prima attacco al seno: il tempo d’oro — ovvero la prima ora di vita — è quello in cui il neonato è più recettivo e autonomo nel ricercare il capezzolo; posticiparne l’inizio può compromettere l’autostima materna e la fiducia del bambino nelle proprie capacità di suzione.

Problematiche fisiche del neonato

I neonati possono nascere con delle problematiche che non sono patologiche e neanche gravi ma che creano difficoltà nei movimenti e nelle posture necessarie all’allattamento. Un neonato ad esempio che nasce con dei giri di cordone intorno al collo, un neonato podalico, con torcicollo o ancora con un frenulo linguale corto. Vediamoli nel dettaglio:

  • I GIRI DI CORDONE INTORNO AL COLLO creano tensioni dei muscoli cervicale e della zona occipitale, in questa zona passano i nervi deputati alla suzione e deglutizione e se queste strutture sono sofferenti il neonato può avere difficoltà a coordinare una corretta suzione
  • NEONATO PODALICO è rimasto per tutta la gravidanza con la testolina sotto il diaframma e la zona toracica della mamma ed è quindi esposto a pressioni e compressioni maggiori che spingono sulla testa e si ripercuotono maggiormente sul collo e non solo
  • NEONATO CON TORCICOLLO la sua zona cervicale e la testolina sono posizionati da mesi nello stesso modo, a causa di questa posizione la suzione, la deglutizione ma anche la posizione stessa tra un seno e l’altro può rendere complicato l’allattamento. Il bambino non sta a suo agio e fatica ad attivare funzioni che sono fisiologiche
  • FRENULO LINGUALE CORTO O RESTRITTIVO è quel piccolo “filamento” che vediamo sotto la lingua e nei neonati è ben visibile quando piangono. Dovrebbe essere la prima cosa che notano i medici quando il neonato nasce, ma troppo spesso non viene valutato e se presente può creare tante difficoltà. Non solo può avere difficoltà ad attaccarsi e ferire i capezzoli della mamma ma il movimento limitato della lingua non stimola la corretta quantità di latte e una corretta deglutizione.

Conoscere e individuare tempestivamente i fattori che possono ostacolare l’inizio dell’allattamento è il primo passo per intervenire in modo mirato ed efficace. Se riscontri una o più delle condizioni descritte, rivolgiti a un professionista esperto per ricevere consigli personalizzati e la giusta presa in carico in modo da garantire al tuo bambino un percorso nutrizionale sereno e benefico.

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